Welcome to Palermo

Si chiude il 2018, l’anno in cui Palermo ha ospitato Manifesta12 ed è stata capitale della cultura italiana, l’anno in cui il salotto, che va dalla Cattedrale al Teatro Massimo, si è mostrato al mondo in tutto il suo splendore. Poteva essere l’anno da cui far partire un lento lavoro verso la normalità di tutto il resto della città, l’anno in cui si avvicinavano le distanze tra centro e periferia, l’anno in cui la bellezza superasse i cumuli di monnezza.  Ed invece è stato l’ennesimo anno delle occasioni mancate, che si chiude con le notti illuminate dai roghi di cassonetti di immondizia e nubi di diossina a coprire il cielo. E non va bene che il sindaco scarichi ogni responsabilità sui dirigenti della RAP (di nomina municipale) e sull’ex sindaco Cammarata, che colpe e responsabilità ne ha tante. Un sindaco con il suo spessore e la sua esperienza deve assumersi la responsabilità e alla fine del suo lustro alla guida della Città ha il dovere di raggiungere il traguardo minimo di una Urbe decorosa.

Siamo una capitale euromediterranea, come Orlando ha più volte ribadito, ma la distanza che separa Palermo dalla sua dimensione potenziale è lo spazio che divide la scalinata del Teatro Massimo dalle fiamme dei suoi cassonetti in periferia. Se vogliamo sfruttare tutte le potenzialità della Città bisogna avere il coraggio di normalizzarla e se i carrozzoni pubblici sono irrecuperabili, trovare altri sistemi di gestione dei rifiuti o dei trasporti, Milano ne è l’esempio lampante. Non deve essere un tabù parlare di società miste o di privatizzazione, se diventano uno strumento che aiuta la città a normalizzarsi, a crescere a funzionare in modo decente. Allo stesso modo il sistema di gestione centralizzata della metropoli non funziona, bisogna avere il coraggio di decentrare i poteri ai municipi, enti che altrimenti rappresentano il nulla in tutta la loro inutilità.

Non mi appassiona il rimpasto di giunta, non penso che sia la panacea dei mali della città, ma se dovesse servire a ridare entusiasmo ad un’amministrazione impantanata da mesi ben venga, si faccia presto e si proietti finalmente questa città nella dimensione che le compete o sarà riconsegnata ad una classe dirigente che nei dieci anni di Cammarata ha fatto danni e prodotto arretramenti.

di Simone Di Trapani

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