Atto intimidatorio a Claudio Fava, la solidarietà di tutto il mondo politico

E’ giunta stamane, proprio agli Uffici della Commissione Regionale Antimafia, una busta contenente un proiettile calibro 7,65 indirizzata al Presidente della suddetta Commissione, Claudio Fava, figlio di Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia. Un chiaro atto intimidatorio nei confronti di Fava che ora è al vaglio della Digos: gli agenti hanno intanto sequestrato la busta ed indagano per cercare di individuarne l’autore. Ad aprire il plico, stamani, sono stati alcuni collaboratori di Fava, ed immediatamente è scattata la denuncia alle Forze dell’ordine.
Fino ad ora erano pervenuti messaggi di minacce su vari temi, e sull’odierna minccia, lo stesso Fava ha detto prontamente: «Non ho dichiarazioni da rilasciare in merito. Sicuramente il lavoro che stiamo conducendo in Commissione andrà avanti, a prescindere da minacce e intimidazioni».
Lo scorso venerdì, l’Assemblea regionale siciliana aveva approvato il ddl sull’obbligatorietà, per i deputati regionali, di dichiarare l’eventuale appartenza a logge massoniche. Provvedimento che è stato approvato con 39 voti a favore e 2 contrari. Inoltre, la Commissione guidata da Fava, al momento, sta lavorando per far luce ad alcune inchieste spinose, tra cui quella del cosiddetto “Sistema Montante”, per la quale è finito in manette, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, l’ex Presidente di Sicindustria, Antonello Montante, ma anche sul “Depistaggio nella Strage di via D’Amelio”.
Non appena si è diffusa la notizia, da parte di tutti gli esponenti politici regionali, comunali e nazionali sono giunti messaggi di solidarietà, a cui si sono uniti quelli provenienti da Enti ed Associazioni.
«Al presidente Fava va la convinta solidarietà e la vicinanza del governo regionale – ha scritto in una nota il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -. Episodi di intimidazione grave come questo vanno condannati, senza tentennamenti. Evidentemente c’è ancora chi pensa che con le minacce si possa cambiare il corso delle cose».
«Sono solidale con il presidente della commissione regionale Antimafia, Claudio Fava, ed esprimo massima solidarietà, anche a nome dell’intero Parlamento siciliano, all’onorevole Fava vittima dell’ennesimo preoccupante episodio intimidatorio, che rivela un clima di odio che va condannato. Siamo certi che Fava proseguirà nel suo impegno politico di denuncia e per l’affermazione della legalità, senza lasciarsi turbare da questo vile episodio». A dirlo, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, commentando l’episodio odierno.
«A Claudio Fava va la solidarietà mia personale e quella del gruppo Pd all’Ars». Lo ha comunicato Giuseppe Lupo. «Saranno le forze dell’ordine e la magistratura a far luce su un episodio che inquieta ma che – aggiunge Lupo – siamo certi, non interferirà con il lavoro importante e delicato che Fava sta portando avanti all’interno del Parlamento regionale». Per Antonio Rubino, dei Partigiani dem, «Questo atto conferma la presenza di un clima che si ricomincia a respirare in Sicilia. Evidentemente le giuste battaglie che Claudio sta conducendo, in seno all’Ars e nel territorio siciliano, cominciano a dare fastidio. Siamo convinti che non si lascerà intimidire e che continuerà il suo lavoro sapendo che la Sicilia per bene è al suo fianco».
«Un proiettile che arriva dentro le stanze della Commissione regionale antimafia, all’interno del palazzo della massima istituzione siciliana è un fatto grave. Lo è ancor di più se è rivolto a Claudio Fava, Presidente dell’antimafia, figlio di Pippo, giornalista, ucciso con 5 proiettili dalla mafia. A lui il mio sostegno. Accanto a te, Claudio». Questo è invece il messaggio, postato su Facebook, da parte del senatore Pd, Davide Faraone.
Vicini a Fava anche gli esponenti del gruppo parlamentare del M5S all’Ars. «Siamo certi – scrivono i deputati – che il presidente dell’Antimafia regionale non si lascerà intimidire da questo vile gesto».
«E’ un fatto estremamente inquietante che non può essere sottovalutato. Sono certo che non intaccherà minimamente la determinazione con cui Claudio Fava porta avanti il suo lavoro di presidente dell’Antimafia regionale, ma ciò non toglie che si tratta di un fatto grave, sul quale sono certo sarà massima l’attenzione degli inquirenti e degli organi di sicurezza». Questo, invece, il messaggio del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana ha espresso tutta la sua solidarietà e vicinanza al Presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana. «È evidente che il lavoro che Fava sta portando avanti nel contrastare il malaffare in una terra martoriata dalla criminalità organizzata dà fastidio a chi teme la legalità – commentano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della FNSI -. Siamo al fianco di Claudio Fava e siamo certi che non si lascerà intimidire da gesti vili. Ringraziamo le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute. Chiediamo alle autorità di fare chiarezza su quanto accaduto e di garantire l’incolumità del presidente dell’Antimafia siciliana, il cui impegno contro le mafie e le massonerie è da tutti riconosciuto».
Libera si rivolge così a Fava: «Caro Claudio, nessuna minaccia, nessuna intimidazione può fermare quella fame e sete di verità e giustizia che tutti noi avvertiamo. Chiunque c’è dietro questo gesto, deve sapere che esiste una Sicilia e un’Italia che s’impegnano per la libertà e la giustizia sociale e che, di fronte alle minacce e ai proiettili, non indietreggiano né tacciono. Con te Claudio cammina una Sicilia e un’Italia, per le quali la ricerca della verità è un imperativo etico, un obbligo di coscienza che precede ogni valutazione e calcolo di convenienza».
Anche il Coordinamento Palermo Pride esprime la propria solidarietà a Claudio Fava per il vile atto subito stamani: «Una busta con proiettile inviata al Presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, mentre si sta occupando di Massoneria, del sistema Montante in Confindustria e della Trattativa Stato-Mafia, è chiaramente un violentissimo invito a occuparsi d’altro – si legge nella nota -. Ma la storia di Claudio Fava parla per lui: per questa ragione siamo sicuri/e che questa intimidazione non sortirà alcun effetto. E oltre alla propria solidarietà il Coordinamento esprime all’Onorevole anche la sua profonda stima e il pieno sostegno al lavoro che svolge».

di Sabina Spera

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